mercoledì 2 settembre 2015

Io e lei

...Nessuno poteva capire il legame che univa me è Marylane: era un filo invisibile legato con un nodo stretto al collo, quasi un cappio, non era piacevole ma era dovuto, era un obbligo essere legata a lei, a volte diventava quasi divertente e rilassante, alle altre era il mio peggior incubo...
Lei era tutto ciò che ero io, ma peccava dove io spiccavo e io peccavo dove lei spiccava... Era una emblema così particolare che sembrava studiato di proposito, ma io ero sicura non fosse così... *spiegare con metafore*
Rivedevo in lei una me di un tempo opposto, o di un sesso opposto poichè da sempre lei era molto maschile, i suoi modi di fare erano decisi, seppur nascondevano una forte insicurezza e i suoi discorsi erano caparbi, e di tanto in tanto usava una freddezza micidiale per allontanare le persone... ma sapeva essere dolce, alle volte: una cosa così rara però che quasi non le si addiceva e sembrava mentire pure a se stessa. Era così vicina a me seppur non condividevamo le stesse strade, un ombra o una sorella gemella... Era bella e dagli occhi blu, un colorito pallido e un sorriso tenue anche quando era felice. *finire di descriverla*
Lei mi trasportava anche solo con una parola in un mondo dove i problemi erano la quotidianità: dalla mia visione a colori opachi a uno scenario monocromatico e scuro, per poi lasciarmi in un campo di fiori bellissimi... li finivo per perdermi e lei non mi veniva più a cercare. Lei era fatta così, apriva una strada e voleva che si continuasse il suo lavoro come lei aveva deciso e se non lo si faceva come desiderava non eri degno di giungere alla fine e tutti i fiori che aveva creato si trasformavano di nuovo in una città grigia e decadente piena di morte e disperazione... quello era il baratro che meritavano le persone che non giungevano al suo capezzale in modo imperterrito se pur non si aspettava mai niente da nessuno, era sfiduciosa, ma quando riusciva a portare qualcuno nel suo giardino o eri degno o eri fuori.
Io ho sempre avuto la mente dispersa in mondi d'altri tempi, lei era bravissima a farmi vedere la realtà e spesso a farmi scendere più in basso di essa, nelle tenebre per vedere le radici degli alberi mentre io guardavo sempre i rami. Inizialmente denigravo tale fatto con sdegno seppur sentivo un attrazione verso di lei, mista a paura, curiosità e desiderio....Io la volevo, la desideravo, perchè lei era me... era un frammeto della mia anima disperso in quello di un altra persona, forse per uno stupido errore del destino o forse un gioco di un fato dispettoso, senza di lei io non mi sentivo completa, senza di lei io non avevo il controllo totale di me, perchè lei era me.
Io la invidiavo, io l'amavo, io la odiavo.

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