...l unica cosa che pensavo quando nominavano il suo nome era "mi manca, mi manca da morire" ma inghiottivo la saliva, sbattevo pesantemente le palpebre e sorridevo, sorridevo ancora e magari tra due parole mettevo una risata, come fosse un robot quasi come se stessi recitando un copione: impaurita... Impaurita dai propri sentimenti, tremavo come un albero in una tempesta, ma non si vedeva.... Fuori sorridevo.
...e tutte le mattine mi chiedevo "come starà?!" Senza mai fare nulla, ignorando solo il problema impaurita come un bambino in una stanza buia. ...e la notte prima di chiudere gli occhi mi ripetevo "speriamo che stia bene, e che stia facendo una vita felice... Scusa scusa" e ogni tanto qualche scossa mi colpiva e ancora quella paura, quella paura di non poterlo mai avere, di non poter fissare quegli occhi tristi, di non poter vedere quei sorrisi finti e trasformare e di non poter trasformare un freddo inverno in una lunatica primavera...
..lo rivedevo ovunque... Ed ero attratta da queste copie per più fuggire, sempre.... Impaurita, non capendo nulla.
Cosa mi fai?? Non ho mai amato, non ho mai amato... Cos è?! Cosa devo fare?! Non lo so e continuo solo a fuggire...spaventata.
E mi consolo la mattina appena sveglia accoccolata sul letto con qualche gatto a pensare... A immaginare, a sperare. L unica cosa al mondo che voglio dei tu, e questo è un grande problema...
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