è una serata tranquilla, non vi è nessun rumore, le macchine non corrono sulle strade e vi sono poche luci accese che illuminano le vie. Le finestra sono chiuse e il cielo è nuvoloso. All'imprroviso un frastuono, un vento freddo, mi fa tremare, pian piano le nuvole vanno via e il cielo diventa sereno. Tutto buio da notar ogni piccola stella e la luna che faceva da faro in questo buio paradiso: stavo bene, credo. Il vento pian piano diminuiva e mi guidava in una piazza con al centro un albero pieno di foglie. Avevo paura di avvicinarmi con questo tremendo vento, che a intermittenza diminuiva e aumentava... temevo che quelle foglie mi sarebbero crollate in testa. Il vento ancora mi sussurrava di seguirlo, dopo troppi inviti mi avvicinai, piano, ogni due passi ne facevo uno in dietro. Poi ancora, sempre più vicina, mi spinse a sedermi li per poi scomparire. Passò una lunga ora, al freddo e dopo tutto questo tempo tornò fortissimo, così forte da sradicare l'albero: mi caddè addosso... riuscii a scappare velocemente... e il vento ancora soffiava forte e impetuoso. Correvo, non mi seguiva, pian piano scesero delle goccie su di me, guardai il cielo: pioveva.
ogni volta che il vento passa su di me mi sconbussola sempre la vita: vivere per le forti emozioni: tristezza e gioia ma non noia.
(l'albero rappresenta la vita.
il vento Lei*.
il cielo lo stato d'animo)
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