sabato 23 febbraio 2013

La storia di una vita

Capitolo 1

La storia di una vita...


Soreseggiava, scalza, intonando una melodia un pò triste, una tazza calda di caffè amaro, un pò come quell'avventura che le aveva strappato i capelli dalla radice, portato via il cuore... l'anima non respirava e i giorni che passavano, mentre il tempo e le lancette dell'orologio suonavano le stesse ore, sembravano tutti uguali.
Una finestra davanti ai suoi occhi con un paesaggio vuoto e desolato, nessuno abitava in quella zona, era tutto spento, arido, malinconico, monotono...
La sua vita era una vera e propria storia,ma non una di quelle da raccontare ai bambini, non una leggenda metropolitana, non una frivola avventura vissuta per metà e inventata, questa era la sua storia, la storia di una vita, una vita di alti e bassi, come tutte, una vita piena di dolore, amore, gioia, odio... una vita dall'apparenza comune o rivissuta ma solo lei poteva saperne veramente l'essenza, solo lei poteva raccontarla e farla rivivere coinvolgendo gli stolti...

Il sole tramontava e il caffè, ormai freddo nella tazza color cenere, era quasi finito.
"Ah che colori stupendi il sole, li vive tutti lui, la mattina è luminoso, pimpante e vivace con quei gialli accesi e quel bianco candido che lo rischiara, nel primo pomeriggio è giocoso si riempe di arancio, ma un arancio chiaro, come quello di un mandarino acerbo, ti fa capire che è l'ora di pranzare, e poi verso sera, che cosa meravigliosa, si riempe di rosso, il colore della passione, il colore dell'amore, ma anche dell'ira, il colore della rabbia della fugacità... e tutto diventa un tramonto, regale, ti annuncia l'addio, porta via con se la sua vivacità, pian piano si spegne e diventa luna nella tarda notta, la cosa più bella, la mia cara amica, la luna: il dolce posto dove i miei sogni vengono realizzati... se dovessi morire da un momento all'altro vorrei farlo alle 7.00 in punto, dove il sole cade per dar vita alla luna."

E il momento giunse, era l'ora di scrivere quel che sarebbe stato l'addio definitivo al mondo delle anime perdute, dove lei non si era mai trovata bene...

"Non saprei come iniziare, una parola poetica non puà colmare quel che vorrei fosse un inizio regale per una storia così apparentemente superflua o banale..."

In un attimo si fece trasportare dalla penna, e il foglio liscio che lasciava quel tremore dell'inchiostro scivolava sotto la sua mano.

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